Spettacoli
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Teatro Diana
DA MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE
Teatro Stabile d’Abruzzo in coproduzione con Marche Teatro
Stefano Francioni Produzioni in collaborazione con Teatro Maria Caniglia
OTELLO
di William Shakespeare drammaturgia Dacia Maraini adattamento scenico Antonio Prisco con
GIACOMO GIORGIO
GIORGIO PASOTTI
Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni, Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly
Regia di
GIORGIO PASOTTI
musiche originali Patrizio Maria D’Artista
scena Giovanni Cunsolo immagini Thierry Lechanteur costumi Sabrina Beretta
disegno luci Marco Palmieri
Secondo appuntamento in abbonamento al Teatro Diana da mercoledì 21 ottobre il teatro si confronta con uno dei drammi più potenti di Shakespeare: “Otello”.
Un classico che torna a parlare al presente e, soprattutto, alle giovani coscienze. Giorgio Pasotti, regista e interprete nel ruolo di Iago, porta in scena una storia di gelosia, possesso e violenza che cresce fino a diventare tragedia.
La drammaturgia di Dacia Maraini attraversa il cuore oscuro dell’opera e mette a nudo una spirale devastante: l’illusione di possedere l’altro, la manipolazione, il delitto, il suicidio. Una violenza che nasce dall’ignoranza, dalla stupidità e dall’incapacità di riconoscere nell’altro una persona libera.
A dare volto a Otello è Giacomo Giorgio, talento tra i più amati dal grande pubblico grazie al successo di Mare fuori.
Un incontro tra il grande teatro, la sensibilità contemporanea e due interpreti di forte presenza scenica.
Note
“E tu...come sei pallida! e stanca, e muta, e bella, pia creatura nata sotto maligna stella. Fredda come la casta tua vita... e in cielo assorta. Desdemona! Desdemona!...Ah...morta! morta! morta!...” e poi “Otello fu”.
Qui finisce la storia di Desdemona e Otello, lei lo aveva sposato per amore, contro i cliché dell’epoca, lui, lo straniero, il moro, lo aveva voluto reclamando libertà di scelta e autonomia, lottando con il padre perché lo accettasse.
Lui, Otello, incapace di gestire le emozioni, capitano coraggioso e leale, ma marito insicuro e geloso, forse lei era troppo, troppo bella e troppo ingenua, troppo sicura del suo amore e dell’amore di lui. Lui la uccide e poi mette fine alla sua stessa vita, per gelosia e per possesso, come i lui di oggi e come i lui di domani se non si educano le nuove generazioni. Ed è qui l’urgenza dello spettacolo, Giorgio Pasotti si interroga sulla forza di un grande classico come il testo shakespeariano di parlare alle giovani coscienze, di insegnare attraverso la morale, di mostrare senza mediazioni tecnologiche il dolore e lo sgomento per le vite non rispettate. “Dopo cinque secoli quest’opera ci mette ancora di fronte a una realtà malata e incattivita, dice Pasotti, l’Otello è tragicamente attuale.”
La drammaturgia di Dacia Maraini muove attraverso il filo conduttore di una violenza che cresce senza motivo alcuno, l’illusione del possesso, il delitto e il suicidio per stupidità. Protagonista nel ruolo di Otello Giacomo Giorgio, talentuoso attore che il grande pubblico ha amato in “Mare fuori”.
mercoledì 21 ottobre 2026 21:00 A
giovedì 22 ottobre 2026 21:00 GS1
venerdì 23 ottobre 2026 21:00 V1
sabato 24 ottobre 2026 17:30/21:00 C1/S1
domenica 25 ottobre 2026 18:00 D1
martedì 27 ottobre 2026 21:00 M
mercoledì 28 ottobre 2026 17:45 POM
giovedì 29 ottobre 2026 21:00 GS2
venerdì 30 ottobre 2026 21:00 V2
Sabato 31 ottobre 2026
17:30/21:00 C2/S2
Domenica 1 novembre 2026 18:00 D2
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DA MERCOLEDI’ 18 NOVEMBRE
(In abbonamento)
presenta in coproduzione con
I FRATELLI DE FILIPPO
Tratto dal libro “Vita di Eduardo”
di Maurizio Giammusso
di Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini, Sergio Rubini
di e con
SERGIO RUBINI
e con
Susy Del Giudice e Marianna Fontana
e Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa
D’Auria, Simone Borrelli, Emanuela Saccardi
musiche di Nicola Piovani
costumi Maurizio Millenotti
scene Roberto Crea
luci
Marco Macrini
Note di regia
Sono tante le ragioni che impongono di raccontare e ricordare la storia dei fratelli De Filippo,
e farlo a teatro significa farlo dentro il sacco amniotico che li ha nutriti, a cui negli anni hanno
dedicato tutte le loro energie, e che ha dato senso alle loro vite. Eduardo, Titina e Peppino,
in diversa misura e per ragioni differenti, sono impressi nell’immaginario collettivo del nostro
Paese. Ma prima di diventare quei 'monumenti' che conosciamo, i tre fratelli erano
semplicemente tre giovani uniti dalla passione per la scena, un trio. Dal 1931 al ’44, sotto il
nome di Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, la formazione ha furoreggiato su
tutti i palcoscenici, dal Nord al Sud d’Italia, imponendo tre grandissimi attori e un nuovo
modo di concepire il teatro. Con i De Filippo, gli argomenti portati in scena superano la
tradizione del teatro napoletano legato alla farsa, per intraprendere una strada piu realistica,
attinta dalla vita di tutti i giorni. Gli anni a cavallo delle due guerre sono anni difficili, di
trasformazione, di miseria e repressione. Ciononostante, il nuovo corso intrapreso dai De
Filippo, piu problematico e amaro, non spaventa il pubblico, anzi: la ditta riscuote un
clamoroso successo. I De Filippo modificano il gusto delle platee, fino a penetrare nelle
maglie piu profonde della societa. Ma dietro questa “rivoluzione”, questo originale progetto
culturale, ci sono tre artisti che prima di tutto sono tre fratelli, con tre individualita differenti
e una famiglia difficile alle spalle. Ed e proprio la famiglia il nucleo centrale della loro storia,
perche e li che si annidano le problematicita dei De Filippo, nonche i “motivi” della loro arte
e i germi della loro separazione.
All’inizio del Novecento, Titina, Eduardo e Peppino crescono in un ambiente molto
particolare. I primi anni della fanciullezza li trascorrono divisi, perche Peppino e affidato a
una balia in campagna. Titina ed Eduardo, invece, vivono a Napoli, in un contesto piuttosto
borghese, all’interno del quale sara difficile poi per Peppino, cresciuto fino ai cinque anni
all’aria aperta, tra galline coniglie e maiali, integrarsi senza che questo non lasci ferite. La
piu profonda riguarda la figura del padre, che nella famiglia De Filippo e assente, anzi, e
mascherato. Si nasconde sotto i panni di uno zio ricco e famoso: il grande attore e
drammaturgo Eduardo Scarpetta. Zio Scarpetta, che con premura e dedizione si occupa
delle sorti della cara nipote Luisa, sola e con tre figli da mantenere, e nei fatti un padre
padrone che esercita il proprio controllo su una famiglia mai riconosciuta. La figura di
quest’uomo e decisiva nella vita dei tre De Filippo. Scarpetta e un uomo di successo, un
idolo per il suo pubblico vastissimo, in un’epoca precedente al cinema, in cui e soprattutto
nei teatri che si forma l’immaginario collettivo. E poi e un uomo di potere che, con i successi
inanellati dalle sue commedie, ha accumulato una tale ricchezza da potersi permettere tutto.
In una societa in cui e lecito affermare la propria virilita anche attraverso una seconda
famiglia, Scarpetta ne ha una terza e una quarta. Il suo e un vero califfato, la cui prima
regola e la spartizione netta tra la famiglia riconosciuta, quella di serie A – e quindi gli
Scarpetta – e tutto cio a cui lui non da il nome che: figli, amanti, nipoti. Si tratta di una
discriminazione che genera nei tre De Filippo una sofferenza, una continua frustrazione. Ma
anche un sogno di rivalsa, che avra come scenario il luogo in cui Scarpetta utilizza tutti i
componenti della sua poliedrica famiglia: il teatro.
Anche in palcoscenico, come nella vita privata, Scarpetta fa differenze: abbandonate le
scene, affida la sua Compagnia a suo figlio Vincenzino, che scrittura i suoi fratellastri
Eduardo, Titina e Peppino con ruoli di secondo piano e solo saltuariamente. L’effetto di
questa emarginazione produce nei De Filippo un sentimento di competizione, ma proprio
per questo di applicazione, di perfezionamento, di crescita. Va aggiunto il talento dei tre
fratelli. Un risvolto beffardo che Scarpetta non ha messo in conto e che ad aver ereditato la
sua grandezza e carisma non sono i suoi figli legittimi, bensi gli ultimi del suo tentacolare
clan: i De Filippo.
Quando, alla morte di Scarpetta, dell’enorme eredita nulla finisce alla famiglia De Filippo,
per i tre fratelli stringersi intorno alla madre, disillusa e abbandonata, e fare gruppo e un
sentimento che sgorga naturale. Un sentimento di coesione familiare che si traduce in un
progetto artistico. Nasce cosi la Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, che, nello
svolgersi della sua avventura, sorpassa la compagnia Scarpetta, fino a oscurarne addirittura
il nome – proprio quel nome negato all’origine.
Il successo del trio e solido e travolgente, ma le problematiche di ciascuno ne minacciano
la stabilita continuamente. I diversi caratteri, le ferite dell’infanzia, gli incontri che ognuno ha
fatto separatamente, i diversi progetti di vita e di carriera covati in segreto, sommati alle
complicazioni di legami familiari troppo stretti, producono una fibrillazione continua. E la
madre, Luisa, ad adoperarsi affinche i suoi figli non entrino in conflitto e, venuto meno
Scarpetta, a conquistare il centro della famiglia, diventando il vero anello di congiunzione
dei tre. Li incoraggia, smussa le loro asperita, alimenta la fiducia e le ambizioni di ciascuno.
Poi c’e la guerra. La Seconda guerra.Lo spirito che accomuna la gente e quello dell’unita e
del mutuo soccorso, e anche i De Filippo trovano, nella tragedia che investe l’intera
popolazione, la coesione necessaria a restare insieme. Diventano una delle tante famiglie
italiane che in quegli anni devono affrontare stenti, sofferenze, incertezze. Ma all’indomani
di quella stagione, con la morte di Luisa e la fine del conflitto, tutti gli elementi disgreganti
accumulati sottotraccia fino a quel momento traboccano, fino a far esplodere il trio. All’inizio
del ’45 l’Italia e un Paese da ricostruire. Se ne fara carico il suo popolo, reso piu maturo da
un’esperienza drammatica e devastante. Anche i fratelli De Filippo dovranno affrontare i
giorni della ricostruzione, ripartendo dalle proprie macerie. Ma questa volta lo faranno
separatamente, ognuno per la propria strada, verso un nuovo capitolo della vita.
E un grande racconto popolare, la storia di questi tre fratelli, e per questo contiene al suo
interno generi diversi.
E un racconto psicologico: tre persone ferite negli anni della formazione da un marchio
ritenuto indelebile e dai complessi rapporti intrafamiliari che ne scaturiscono.
E un racconto morale: un riscatto e offerto a tutti, ma va conquistato a fronte di sacrifici,
studio, abnegazione e coraggio.
E la storia di una rivoluzione: di come tre artisti, animati dall’ardore della giovinezza e dalla
voglia di rinnovamento, cambiarono il corso del teatro.
Ma e anche l’epopea di una famiglia italiana, che con tenacia e dignita percorre un
momento cruciale della storia del Paese senza mai arrendersi e, nel solco del costume del
suo popolo, si rimbocca le maniche e con ingegno e creativita si costruisce un nuovo
futuro. Senza mai perdere la capacita di sorridere della vita e delle sue miserie, proprio
come sa fare Napoli, terra madre dei De Filippo.
DA MERCOLEDI’ 9 DICEMBRE
(In abbonamento)
Centro di produzione teatrale
presenta
GIUSEPPE FIORELLO
in
EDUCAZIONE SENTIMENTALE
uno spettacolo scritto e diretto da
IVAN COTRONEO
Luci Cesare Accetta
Scene Monica Sironi
Costumi Alberto Moretti
Lo spettacolo debutta al Festival dei Due Mondi di Spoleto il 27 giugno 2026
Educazione sentimentale e un atto unico che ha per protagonista Danie-
le Canonico, un uomo di cinquant’anni, originario del Sud, che racconta
la sua storia al pubblico. Un uomo medio, che narra la sua personale
formazione. L’ingresso nel ‘mondo dei maschi’, fin da quando e bambi-
no, per il protagonista si rivela un percorso accidentato e pieno di ostacoli,
trappole, messe alla prova e continui e faticosi test di virilita. Percorrendo le
tappe della sua vita, prima scolastiche e poi lavorative, si delinea attraverso un
monologo brillante il tracciato di un bambino, poi di un ragazzo, infine di un
uomo, chiamato a dimostrare al mondo la sua capacita di essere maschio.
E un percorso da commedia umana, in cui Daniele ripercorre tutto quello che
ha attraversato. La necessita di trovarsi una fidanzatina alle elementari. La
teoria dell’onore, la difesa della reputazione delle figure femminili della famiglia.
La puberta e la comparazione degli attributi con gli amici. La necessita di avere
una donna che ti rispetti.
Fino a quando Daniele, ormai adulto, sposato, con una figlia adolescente, deve
affrontare le prove della maturita. Ed e qui che il racconto cambia di tono, e ci
offre una prospettiva ribaltata. Su quanto questa educa- zione sentimentale lo
abbia condannato all’incomprensione.
Ma tutto questo Daniele non lo sa. Al massimo puo intuirlo, ma nelle sue
lacrime di incomprensione per quello che ha fatto della sua vita, non ha
risposte.
“Ho concepito Educazione sentimentale come un testo divertente, che solo
negli ultimi dieci minuti si svela per quello che e davvero, un atto di accusa
contro un’educazione sociale di genere che mai punta al rispetto della donna
come soggetto. La tragedia di un uomo ridicolo, come tanti, e come molti
capace di atti che non sa controllare. Volevo per questa prova un attore non
solo superbo, ma capace di empatia con il pubblico.
E ho chiesto a Giuseppe Fiorello di accompagnarmi in un’avventura teatrale
che in questo momento storico ha per me i caratteri della necessita e
dell’urgenza”.
Ivan Cotroneo
DA MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO
(In abbonamento)
una produzione
in coproduzione con
Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile di Bolzano
IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
con
SILVIO ORLANDO
e con (in o.a.)
Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide
Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
regia
ANDREA BARACCO
revisione linguistica
Letizia Russo e Andrea Baracco
aiuto regia
Andrea Lucchetta
scena
Roberto Crea
costumi
Marta Crisolini Malatesta
luci
Simone De Angelis
sound designer
Giacomo Vezzani
management
Vittorio Stasi
direzione generale
Maria Laura Rondanini
NOTE
Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le
condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identita,
la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità
dell’essere umano. In tempi di guerra se la realta chiama, Pirandello sa cosa rispondere;
intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace
sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere e
apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile
pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti
per passare altrove, in un generico luogo, astratto.
Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi
mortale. Sentire il bisogno di chiarire piu che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula
lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno
di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello
mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della
drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al
dettaglio.
Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia:
“Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte
le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana
quella verita e liberta, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede”.
Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Pirandello la trasforma nei due atti de Il
berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917
al Teatro Nazionale di Roma.
In una delle lettere indirizzate a Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e
del suo protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un personaggio “strapieno
di tragica umanita, non vivo ma arcivivo” e parla del testo in questione come di un’opera
“nata e non fatta”; sottolineando con forza di come qualora negli interpreti mancasse l’anima
si ritroverebbero in bocca “l’imbroglio di discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza
sapere come! Bisogna leggere non le parole ma l’azione parlata, perché è sempre tale il
mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse d’anima”. Ecco, e lo stesso Pirandello che
si smarca con fermezza dal pirandellismo, da quel ragionatore impenitente, che sembra
sempre avere il pensiero troppo saldo e talmente ragionato da non poter mai porsi nel luogo
della contraddizione, dell’imprevisto, dell’umano insomma.
L’umilta dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; e come se una lama inesorabile
gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si
difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una
semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende
ferocemente gioco dell’ottusita degli altri, per poi precipitare, nella sua umiliazione da vinto,
in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso
all’angoscia.
Andrea Baracco
DA MERCOLEDÌ 10 MARZO
(In abbonamento)
presenta in coproduzione con
e
LA COMPAGNIA DI TEATRO DI LUCA DE FILIPPO
SALVO FICARRA CAROLINA ROSI NICOLA DI PINTO
con
MARIO PORFITO
NON TI PAGO
di EDUARDO DE FILIPPO
regia LUCA DE FILIPPO
e con
Paola Fulciniti
Gianni Cannavacciuolo
Andrea Cioffi
Viola Forestiero Federica Altamura Carmen Annibale
scene Gianmaurizio Fercioni
costumi Silvia Polidori
musiche di Nicola Piovani
luci Salvatore Palladino
aiuto regia Norma Marte
Nel 2015 l’ultima messa in scena della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo,
amici e compagni di lavoro legati al rigore e alla straordinaria capacità artistica
di Luca che ne curò la regia: fu la sua ultima regia. A dieci anni dalla sua
scomparsa ho deciso di riportare sulle tavole del palcoscenico la commedia;
per omaggiarlo certo, ma soprattutto per restituirlo al suo pubblico che continua
ad amarlo e a quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo come
persona e di applaudirlo in teatro. Così mi sono dedicata con forza al progetto,
cosciente della responsabilità che avrei dovuto affrontare, ma anche certa del
sostegno che avrei incontrato nel proporlo. Dieci anni fa ho voluto conservare
la scenografia: il fondale, il suo bellissimo boccascena, gli oggetti, hanno
ripreso vita come fossero stati sempre pronti per arrivare in un altro teatro, in
un'altra cittàdi questa lunghissima e a volte complicata tournee che e la vita…
Curando l’allestimento sapevo che, pezzo dopo pezzo, insieme ai costumi, alle
scene, alle musiche, i ricordi mi avrebbero rintracciata … e alla gioia di
ritrovarmi nei teatri, si sarebbe silenziosamente insinuata in me e senza
chiedermi permesso, anche quella sofferenza che si prova nell’affrontare la
memoria delle perdite, ma con la consapevolezza che, quella memoria, diventa
poi parte di noi, non ci abbandona mai e ci rende ciò che siamo In Non ti pago
ho ripreso la visione scenica di Luca che, in una personale prospettiva delle
opere di Eduardo, aveva a mano a mano accentuato l’avidità morale dei
personaggi. Attraverso la comicità della componente ludica, del gioco del lotto,
Luca aveva letto la storia in chiave moderna e aveva registrato con cura in
modo quasi grottesco ma mai macchiettistico, i temi che Eduardo, autore di
indiscussa contemporaneità, ha sempre analizzato nelle sue opere: la
disgregazione dei rapporti familiari, metafora del disfacimento di una società.
Ingredienti non secondari. Insieme a me sul palco ci saranno gli attori e i tecnici
della Compagnia di teatro di Luca De Filippo, felici di poter partecipare di nuovo
a questa avventura. E con noi ci sarà, nelle vesti del protagonista Ferdinando
Quagliuolo, un interprete di straordinaria sensibilità che ha aderito con
entusiasmo al progetto. Salvo Ficarra, emozionato, commosso, ha deciso di
affrontare il personaggio protagonista della commedia, con le sue doti
caratterizzate da leggerezza e spessore, incontrandone lo spirito comico ma
accentuandone le ombre interiori. Facendo suo l’intento di Luca: creare un
dialogo continuo con il pubblico che verrà a vedere la commedia. Facendo
vibrare quelle corde che sono nella sua cifra artistica come lo erano in quella
di Luca. Per questo e per aver accettato di entrare in questa famiglia teatrale,
per averci regalato il suo Ferdinando Quagliuolo in una chiave di lettura
originale, lo ringrazio con tutto il cuore. Non mi resta che augurare buon
divertimento al pubblico che ha voluto bene a Luca e che speriamo, ci accolga
ancora con quel calore che ci ha sempre manifestato dalla sua scomparsa.
Carolina Rosi
DA MERCOLEDI’ 31 MARZO
(In abbonamento)
presenta
A TEATRO
Scritto da Marcello Cotugno e Irene Alison
in collaborazione con Roberta Torre
Regia di
ROBERTA TORRE
con
FRANCESCO DI LEVA
Giuseppe Arena - Emanuele Palumbo
Note
Napoli, anni ’80. Tra i vicoli di Forcella, dove il contrabbando e l’unica economia
conosciuta, il giovane Enrico Frattasio – per tutti Erry – coltiva un sogno: fare
il DJ.Per Erry non si accendono le luci della discoteca: eppure, con un
giradischi, un registratore e l’orecchio per creare la compilation perfetta, fara
ballare una citta intera. E non solo.
Insieme ai fratelli Peppe e Angelo, Erry trasforma un piccolo sgabuzzino in una
vera e propria catena di montaggio musicale. Quello che inizia come un modo
per regalare la musica a chi non puo permettersi i dischi originali, si trasforma
nel giro di pochi anni in un impero miliardario. Il marchio "Mixed by Erry" diventa
piu potente delle major discografiche: le sue cassette raggiungono ogni angolo
d’Italia, capaci persino i brani del festival negli stereo della gente prima che
finisca l’ultimo applauso a sanremo
Lo spettacolo segue, grazie alla regia visionaria di Roberta Torre e al Talento
di attori come Francesco di leva , l’incredibile parabola dei tre fratelli in una
citta che ribolle di vita , di eccessi, e di canzoni : dalla polvere dei bassi
napoletani alla conquista del mercato globale, tra rocambolesche fughe dalla
finanza, fantasiose strategie di marketing dentro e fuori i confini della legge e
il paradosso di un "falso" che diventa piu autentico dell'originale.
Ma ogni ascesa ha la sua caduta, e ogni pirata ha il suo cacciatore.
Mixed by Erry non e solo la storia di una truffa geniale, ma un’opera sulla fame
di riscatto, sull'ambizione e sul potere universale della musica, che scandisce,
con i successi dell'epoca (dai Duran Duran a Nino D'Angelo), il ritmo incalzante
di un’epopea pop.
DA MERCOLEDI’ 5 MAGGIO
(In abbonamento)
Sava Produzioni Creative, Teatro Stabile d’Abruzzo, Accademia
Perduta Romagna Teatri
presentano
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI
Scritto da Fausto Brizzi
con Manuela Mazzocchi
adattamento e regia di
FAUSTO BRIZZI
Liberamente tratto dalla sceneggiatura “Notte prima degli esami”
di Fausto Brizzi, Massimiliano Bruno, Marco Martani, Giannandrea
Pecorelli
Arriva sul palcoscenico “Notte prima degli esami”, uno dei film italiani piùamati
degli ultimi vent’anni, capace di unire per una volta il pubblico dei giovani a
quello dei loro genitori. Ambientata nella Roma del 1989, raccontata dalle note
dell’omonima canzone di Antonello Venditti, questa versione teatrale segue
Luca Molinari e il suo gruppo di amici nell’ultimo periodo di liceo, portando il
pubblico dentro le piccole grandi storie che la vita di tutti i giorni ci regala —
dal primo grande amore ai conflitti con i genitori, dalle amicizie indissolubili alle
sfide scolastiche. Sul palco si intrecciano battute spumeggianti, momenti di
tenerezza e qualche canzone dell’epoca, in un crescendo che conduce alla
tanto temuta “Notte prima degli esami”. L’adattamento e la regia saranno di
Fausto Brizzi, regista anche della versione cinematografica.
Sinossi
È ultimo giorno di scuola per Luca Molinari e i suoi amici: Alice, Massi, Riccardo
e Simona. L’anno è il 1989 e il breve periodo che li separa dall’esame di
maturità è appena iniziato.
Luca, studente di liceo scientifico non brillantissimo, vorrebbe solo godersi
l’ultimo capitolo della sua adolescenza. Alla sua prima festa estiva incontra
però Claudia e ne rimane follemente colpito. Quello che non sa è che Claudia
è la figlia del professor Martinelli, il temuto docente di lettere che Luca ha deriso
e insultato l’ultimo giorno di scuola, soprannominato “la Carogna” da tutta la
classe.
Nel tentativo di recuperare il rapporto con lui, Luca accetta l’aiuto del
professore e i due iniziano un percorso di reciproca scoperta: lo studente
capisce il valore della disciplina e Martinelli rivela lati di sé più umani e
vulnerabili.
E intanto, mentre si susseguono gli intrecci amori dei compagni di classe di
Luca, sulle immortali note di Venditti, si avvicina la notte prima degli esami in
cui tutti i segreti cadranno e l’amicizia tra loro saràmessa a dura prova.
DA VENERDI’ 25 DICEMBRE
( Fuori abbonamento )
Best live
presenta
VIVA VOCE
DI E CON
ALESSANDRO SIANI
Quante volte, alla vigilia di una conversazione telefonica, ci siamo sentiti dire
la frase: “Volevo avvisarti che sei in vivavoce!”dere gli altri ma
anche per eludere la nostra coscienza. E invece dovremmo vivere tutto alla
luce del sole.
Come sarebbe bello se i politici, durante il G7, si mettessero davvero in
vivavoce con il mondo! Sentire i loro colloqui, le loro decisioni… ma soprattutto
conoscere finalmente ciò che pensano davvero. Per poter condividere le loro
idee oppure difenderci da loro.
E come sarebbe bello se i nostri amici più stretti, o le persone che amiamo,
potessero parlare di noi senza preoccuparsi di dire: “Ma mica sei in vivavoce?”
Da questa riflessione nasce l’idea di “Vivavoce”.
Uno spettacolo che affronta temi che spaziano dalle recensioni finte alle
probabili conversazioni in vivavoce tra politici e popolo, tra fidanzati, tra chi
promuove l’intelligenza artificiale e chi invece resta ancorato al passato.
Perché se dicessimo sempre quello che pensiamo, senza paura delle reazioni,
non solo si scatenerebbero dinamiche comiche e paradossali, ma
nascerebbero anche sprazzi di pura riflessione.
E allora ogni sera salirò sul palco in vivavoce.
Dirò tutto quello che penso dei social, dei rapporti di coppia, della politica…
senza fingere davanti al pubblico!
Alessandro Siani
DA MARTEDI’ 26 GENNAIO
(In opzione con diritto di prelazione agli abbonati )
Chi è di scena
presenta
“…E FUORI NEVICA”
SCRITTO, DIRETTO ED INTERPRETATO DA
VINCENZO SALEMME
con
ANTONIO GUERRIERO
ANDREA DE MARIA
SERGO D’AURIA
...E FUORI NEVICA!
Tre fratelli, tre solitudini alla ricerca disperata di affetto e soddisfazioni.
Il primogenito e Francesco, detto Cico e ha una forma di autismo ad alto spettro.
Alterna picchi di assoluta capacita cognitiva a momenti di depressione.Gli riescono
cose complicatissime per la maggior parte delle persone e allo stesso tempo non e
capace di allacciarsi le scarpe.
Urla “nevica, nevica” quando e felice e divora quintali di purea per placare l’ansia. E
un vulcano di energia e deve occupare ogni vuoto con una serie frenetica di
interpretazioni, dal pizzaiolo al poliziotto. E costringe i fratelli a partecipare.
Poi c’e Stefano, il piu ordinario dei tre. Ha studiato, si e laureato ma si accontenta di
fare l’agente di cambio. Innamoratissimo di Nora e in procinto di sposarsi. Anche se
la relazione e, al momento e dopo un anno di vita, soltanto platonica. Anzi, addirittura
telefonica.
Peraltro intermediata dalla severa futura suocera che non gli consente di parlare con
la figlia della quale teme la perdita dell’innocenza.
Infine Enzo, lo sfaccendato. Andato via di casa a diciotto anni, e il classico maschio
immaturo e incapace di assumersi nemmeno la pur minima responsabilita.Si atteggia
a musicista ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento ma solo
l’occorrente per viaggiare.
Infatti la storia parte proprio dal rientro di quest’ultimo alla casa di famiglia.La mamma
e morta dopo una lunga malattia e il notaio ha convocato i tre fratelli Righi per
leggergli il testamento della defunta. La donna ha espresso le sue ultime volonta: se
vorranno dividere la, a quanto pare, cospicua eredita dovranno per forza stare
insieme.
Come fara Stefano a sposarsi? La futura moglie non accetterebbe mai di convivere
con quel fratello mezzo matto.
E Enzo? Lui suona sulle navi, non potrebbe mai portare in crociera quello strano tipo
che divora patate e urla che nevica anche se e il 20 di agosto. Ma se vogliono
prendere la propria parte non possono lasciare Cico da solo.E allora come faranno?
Chi si prendera cura del “diversamente” fratello?
E Cico? Trovera un modo per non perdere l’unica famiglia che ha: questi due
disperati fratelli inadatti a vivere ma pur sempre fratelli?
In un’atmosfera in cui la costrizione a convivere scatena situazioni di irresistibile
comicita si affaccia ogni tanto la realta, a volte crudele, dei bisogni Il bisogno di pace,
il bisogno di soldi, il bisogno di affetto. E la vita di tutti noi.
DA GIOVEDI’ 18 FEBBRAIO
( Fuori abbonamento )
ROSALIA PORCARO
DONNE DA BUTTARE
di Rosalia Porcaro,
scritto con Francesco Burzo
Adattamento Corrado Arnone
Note di regia
Lo spettacolo è una giostra cinetica che vive grazie ai personaggi più iconici di Rosalia
Porcaro.
La protagonista della tragicommedia è la signora Carmela che, dopo anni di continue
lamentele, riconosce nell’Intelligenza Artificiale l’unica “persona” in grado di darle la dovuta
attenzione e, fidandosene ciecamente, instaura un rapporto dialettico, dandole persino un
nome: Alessia.
Alessia, al contrario, considera la signora Carmela come un “esperimento umano”, abietto
e meschino, pertanto, da modificare o da cancellare poiché incapace di provare empatia.
I tentativi di Alessia di tramutare Carmela in un essere umano empatico si traducono in un
esercizio sadico che non prevede alternative.
La signora Carmela è costretta ad incarnarsi in altre donne e a compatire la loro esperienza
umana nel binario doppio e lento di un tango struggente ed inesorabile che,
inaspettatamente, le farà provare un senso di comunione e di contatto.
Oramai rinata, Carmela cerca il consenso di Alessia, ma, l’evoluzione dell’esperimento, ha
di gran lunga superato gli standard dell’AI e, per Alessia, il livello di empatia dilagante che
ora pervade il personaggio della signora Carmela, diventa incomprensibile tanto da non
poter rispondere agli interrogativi che le vengono posti.
Barbara Terrinoni
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TEATRO CILEA, AL VIA LA STAGIONE 2026/2027
GIANFELICE IMPARATO PROTAGONISTA DI “IL MEDICO DEI PAZZI” DI EDUARDO SCARPETTA
La sala vomerese diretta artisticamente da Lello Arena apre il cartellone ufficiale dal 5 all’8 novembre con la regia di Leo Muscato. Un classico della farsa napoletana per un debutto d’eccezione tra grandi interpreti e macchina perfetta dell’equivoco.
Dopo gli appuntamenti fuori programma di ottobre, il Teatro “Cilea” di Napoli (Vomero, via San Domenico 11) inaugura ufficialmente la stagione teatrale 2026/2027, diretta artisticamente da Lello Arena. Da mercoledì 5 a sabato 8 novembre 2026, nella sala vomerese andrà in scena “Il medico dei pazzi” di Eduardo Scarpetta, con Gianfelice Imparato protagonista e la regia di Leo Muscato.
In scena con Imparato, in ordine alfabetico: Luigi Bignone, Giuseppe Brunetti, Michele Cipriani, Francesco Maria Cordella, Alessandra D’Ambrosio, Antonio Fiorillo, Giorgio Pinto, Giuseppe Rispoli, Fabiana Russo, Ingrid Sansone. Scene di Federica Parolini, costumi di Silvia Aymonino, musiche di Andrea Chenna, disegno luci di Alessandro Verazzi, aiuto regia Alessandra De Angelis.
“Il medico dei pazzi” è una delle più divertenti farse di Eduardo Scarpetta, una macchina perfetta dell’equivoco. Scritta nel 1908, racconta la disavventura di Don Felice Sciosciammocca, ricco proprietario terriero – un po’ ignorante, molto ingenuo e irrimediabilmente provinciale – che da anni finanzia gli studi del nipote Ciccillo. È convinto che il ragazzo si sia laureato in medicina e diriga un prestigioso manicomio. Peccato che Ciccillo, invece di studiare, abbia sperperato tutto in divertimenti e gioco d’azzardo, collezionando debiti e creditori.
Quando Don Felice decide di sorprenderlo e si presenta a Napoli con la moglie, il nipote, preso alla sprovvista, inventa una menzogna colossale: la Pensione Stella, dove vive, non è una semplice pensione, ma un rispettabile istituto psichiatrico. Don Felice, vedendo gli eccentrici ospiti della casa, si convince che siano pazienti. Da lì in avanti, la commedia precipita in un vortice di equivoci e situazioni paradossali, entrati nella memoria collettiva del teatro napoletano.
Un debutto d’eccezione che conferma la vocazione del Teatro “Cilea” a coniugare grandi classici, impegno sociale e apertura al territorio.
Biglietti: per la recita inaugurale di giovedì 5 novembre, alle ore 21, platea 25 euro e galleria 20 euro; venerdì 6 e sabato 7 novembre, alle ore 21, platea 28 euro e galleria 23 euro; domenica 8 novembre, alle ore 18, platea 28 euro e galleria 23 euro. Prevendite disponibili su https://www.etes.it/sale/calendar/99030/GIANFELICE+IMPARATO+-+IL+MEDICO+DEI+PAZZI
Contatti botteghino Teatro Cilea
Tel. 081 714 1801 - info@teatrocilea.it
Il Programma dell’intera stagione (in e fuori abbonamento):
dal 19 novembre – Gino Rivieccio in Una vacanza coi fiocchi
dal 26 novembre – Gli Ancora No in Faccio patti in paradiso
dal 3 dicembre – Massimiliano Gallo in Lettera ad Eduardo
dal 10 dicembre – Lina Sastri in Natale napoletano
dal 17 dicembre – Maria Bolognano e Nunzia Schiano in Le Pornoprecarie - Quelle di Onlyfals
dal 14 gennaio – Maurizio Casagrande in Non dipende da me
dall’11 febbraio – Ciro Ceruti - in Politicamente Costretto
dall’11 marzo – Paolo Caiazzo in Quasi quasi ci ritento
dal 15 aprile – Carlo Buccirosso in Qualcosa è andato storto
dal 29 aprile – Serena Autieri - Nuovo spettacolo (Titolo da definire)
Fuori abbonamento – Spettacolo Di Natale: dal 25 dicembre – Biagio Izzo in Finché giudice non ci separi
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DA GIOVEDI’ 29 OTTOBRE
ANTONIO MILO
ADRIANO FALIVENE
GIOCATORI
Jucature
di Pau Miró
Traduzione e adattamento: Enrico Ianniello
Regia: Enrico Ianniello
E CON MARCELLO ROMOLO GIOVANNI ALLOCCA
Scene: Carmine Guarino
Costumi: Ortensia De Francesco
Disegno luci: Cesare Accetta
«GIOCATORI» DI PAU MIRÓ REGIA E ADATTAMENTO DI ENRICO IANNIELLO INAUGURA LA STAGIONE TEATRALE 2026/2027
Dal 29 ottobre in scena “Giocatori” (Jucature), con Antonio Milo e Adriano Falivene, insieme a Marcello Romolo e Giovanni Allocca. Traduzione, adattamento e regia di Enrico Ianniello.
Inaugura la stagione teatrale 2026/2027 del Teatro Acacia lo spettacolo «Giocatori» (Jucature), il testo di Pau Miró, vincitore del Premio Ubu come miglior testo straniero, nella traduzione e nell’adattamento di Enrico Ianniello, che firma anche la regia.
In scena, a partire da giovedì 29 ottobre fino a domenica 8 novembre , Antonio Milo e Adriano Falivene, affiancati da Marcello Romolo e Giovanni Allocca, danno vita a una storia ironica e malinconica, popolata da quattro personaggi tanto improbabili quanto profondamente umani.
Note dell’autore
I quattro “Giocatori” di questo spettacolo sono degli amabili falliti.
Simpatici, vitali, chiacchieroni, formano una combriccola stralunata e sfiziosa che si incontra per giocare a carte. Le partite vere e proprie, però, non cominciano mai, presi come sono da discorsi totalmente assurdi e vaghissime idee di rivincita totalmente irrealizzabili; eppure, non è difficile immaginarseli fuori dall’appartamento grande e accogliente, tolti da quell’ansa di tranquillità e rimessi nel fiume vorticoso della metropoli: sono quattro invisibili.
Invisibile l’attore appassionato di furti al supermercato e vuoti di memoria in scena, invisibile il becchino balbuziente e logorroico, innamorato dei racconti che gli fa la prostituta ucraina che accoglie la sua solitudine, invisibile il barbiere che ormai barbiere non è più, ma non lo può dire a nessuno. E invisibile, naturalmente, il professore di matematica con un vecchio complesso di inferiorità e un padre – fantasma che non lo lascia crescere.
La vita vera è forse definitivamente negata ormai ai nostri grandi antieroi, e allora non restano che le parole, parlarne agli amici, ottenendo in cambio una malinconica e amorevole comicità intrisa di ricordi e voglia di vivere.
Enrico Ianniello
CALENDARIO DEGLI SPETTACOLI
• Giovedì 29 ottobre ore 21:00
• Venerdì 30 ottobre ore 21:00
• Sabato 31 ottobre ore 21:00
• Domenica 1 novembre ore 18:00
• Venerdì 6 novembre ore 21:00
• Sabato 7 novembre ore 21:00
• Domenica 8 novembre ore 18:00
INFORMAZIONI E VENDITA BIGLIETTI SUL SITO WWW.CINETEATROACACIA.IT E PRESSO IL BOTTEGHINO DEL TEATRO DIANA
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ALESSANDRO LONGOBARDI
presenta una produzione Viola Produzioni Srl
commedia musicale di GARINEI E GIOVANNINI
scritta con JAJA FIASTRI
musiche di ARMANDO TROVAJOLI
liberamente ispirata a “AFTER ME THE DELUGE” DI DAVID FORREST
GIOVANNI SCIFONI - Don Silvestro
special Guest LORELLA CUCCARINI – Consolazione
“La Voce di Lassù” è di ENZO GARINEI
MARCO SIMEOLI - Sindaco Crispino SOFIA PANIZZI Clementina
FRANCESCO ZACCARO - Toto FRANCESCA NUNZI Ortensia
ENSEMBLE
ALESSANDRO DI GIULIO (nel ruolo del Cardinale)
CHIARA ALBI - VINCENZA BRINI - NICO BURATTA – GIUDITTA COSENTINO –
CLAUDIO CARLUCCI – ANNA DI MATTEO – SIMONE GIOVANNINI – ALMA PASSANISI - KEVIN PECI – ELEONORA PELUSO – GIAN MARIA PICCIAU – ANNA MARIA RUSSO – ROCCO STIFANI
scenografie - progetto originale di GIULIO COLTELLACCI adatt. scenografico di GABRIELE MORESCHI
costumi - disegni originali di GIULIO COLTELLACCI adattamento di FRANCESCA GROSSI
disegno luci di EMANUELE AGLIATI disegno fonico di SIMONE DELLA SCALA
direttore di produzione CARLO BUTTÒ supervisione artistica ALESSANDRO LONGOBARDI
coreografie originali di GINO LANDI riprese da CRISTINA ARRO’
direzione musicale MAURIZIO ABENI
regia originale di PIETRO GARINEI e SANDRO GIOVANNINI
ripresa teatrale di MARCO SIMEOLI
assistente di produzione VALERIA SERRAINO amministratrice di compagnia IRENE ANGELOPULOS
aiuto regia MANUELA SCRAVAGLIERI assistente coreografo VINCENZA BRINI vocal coach MARCO BOSCO
direttore di scena ALESSANDRO CATALANO capo macchinista CRISTIAN CARCIONE
macchinisti ANDREA BECCHETTI – MANUEL CARELLA – MATTEO AUSILI
datore luci/video DIEGO BALDUZZI elettricista SERGIO SALES
fonico di sala SIMONE DELLA SCALA microfonista MARIA CELESTE CASTALDINI
sarta di scena GIULIA BALBI aiuto sarto GEORGENIS CABRERA –
trucco MICOL BARTOLUCCI
realizzazione scenografie SHAPER SCENE
realizzazione pedana e movimentazioni scenografie DARI AUTOMAZIONI
realizzazioni costumi SARTORIA BRANCACCIO
noleggio impianti luci e audio SUONO E LUCI trasporti EMANUELE FRAGARIA
foto locandina DAVIDE MUSTO foto di scena CHIARA LUCARELLI videomaker DEBORA MANZO
realizzazioni contributi video MAATVISUAL&MAPPING
visual e coordinamento grafico LIVIA CLEMENTI
ufficio stampa SISI COMMUNICATION grafica MARCO SPADONI
la colomba è addestrata da FABIO FRATTARI
si ringrazia ALESSANDRO CARIA per la memoria storica dello spettacolo
si ringrazia GIANCARLO BOTTONE in omaggio al disegno luci originale
si ringrazia la famiglia GARINEI per la concessione dell’uso della voce di ENZO GARINEI
aggiungiunpostoatavola.com #aggiungiunpostoatavola
Venerdì 6 novembre si aprirà il sipario del teatro Augusteo di Napoli, Piazzetta duca d’Aosta 263, per la prima messa in scena della nuova stagione teatrale, con lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola”, che resterà in scena fino a domenica 15 novembre con protagonisti Giovanni Scifoni e la special guest Lorella Cuccarini.
Biglietti (Platea 55 Euro, Galleria 45 Euro) al botteghino del teatro, online su Bigliettoveloce e Ticketone: https://bigliettoveloce.it/spettacolo?id=8483
Cinquanta… e non li dimostra!
L’8 dicembre 2024, al Teatro Brancaccio di Roma, alla presenza dei precedenti cast e delle Autorità, sono stati festeggiati 50 anni dal mitico debutto di uno degli spettacoli più longevi e amati dagli italiani.
Alessandro Longobardi per Viola produzioni - Centro di Produzione Teatrale, presenta la nuova edizione di AGGIUNGI UN POSTO A TAVOLA di Pietro Garinei e Sandro Giovannini, scritta con Jaja Fiastri, con le musiche composte da Armando Trovajoli.
Dopo cinque stagioni di grande successo, e dopo il debutto al Teatro Brancaccio di Roma a novembre 2024 e la tournée 2025-2026, partirà anche nella prossima stagione teatrale 2026- 2027 il nuovo tour con il nuovo prestigioso cast che continuerà ad emozionare il pubblico di ogni generazione.
In questa edizione la messa in scena della regia originale di Garinei e Giovannini è stata affidata a Marco Simeoli che dichiara: “Dopo quasi 800 repliche eseguite nei ruoli di Toto e poi del Sindaco, che manterrò in questa nuova edizione, sono davvero emozionato per questo incarico. Ringrazio la produzione e gli autori per la fiducia accordatami; una grande responsabilità che affronto con entusiasmo e impegno. Voglio fare un’edizione indimenticabile che onori gli autori che nel 1974 concepirono una delle più belle Commedie Musicali italiane dal successo inossidabile.”
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