Spettacoli
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Stagione teatrale
2026-2027
Gli spettacoli in scena
DA MERCOLEDI’ 2 OTTOBRE
(In abbonamento)
Produzione
Sava Produzioni Creative e Agata Produzioni
SERENA ROSSI
SERENATA A NAPOLI
Da un’idea di Serena Rossi
Scritto con
Maria Sole Limodio e Pamela Maffioli
Direzione Musicale e Arrangiamenti del
M° Valeriano Chiaravalle
Regia M. Cristina Redini
Note sullo spettacolo
Napoli e una sirena, Partenope che si lascio morire per non essere
riuscita ad incantare Ulisse. Una creatura mitologica che rinuncia alla
vita per un amore mortale. Napoli e nata sotto il segno della musica.
Napoli e femmina. Adorata e uccisa.
Amata e odiata.
In questo spettacolo teatrale ideato da Serena Rossi – il suo primo
spettacolo teatrale – i racconti e la musica sono stretti come amanti.
Una canzone apre una storia che riporta ad una musica, che rimanda
ad una leggenda, che arriva ad una ninna nanna. Al centro la citta
piu misteriosa del mondo, che ha confuso anche le sirene, che ha
una sua filosofia, un suo immaginario, una sua religione.
A Napoli Serena Rossi dedica la sua serenata. Per conquistare la
sua citta le canta le canzoni della sua infanzia, di quella terra tellurica
stretta tra il Vesuvio e il mare. Fa rivivere le voci dei vicoli, i canti e le
feste, intreccia racconti e melodie per cogliere l’essenza immortale
di una citta che vibra di storia e mistero.
DA MERCOLEDI’ 21 OTTOBRE
(in abbonamento)
Teatro Stabile d’Abruzzo
in coproduzione con
Marche Teatro
Stefano Francioni Produzioni
in collaborazione con
Teatro Maria Caniglia
OTELLO
di William Shakespeare
drammaturgia Dacia Maraini
adattamento scenico Antonio Prisco
con
GIACOMO GIORGIO , GIORGIO PASOTTI
Claudia Tosoni, Gerardo Maffei, Diego Migeni,
Salvatore Rancatore, Andrea Papale, Dalia Aly
Regia di
GIORGIO PASOTTI
musiche originali Patrizio Maria D’Artista
scena Giovanni Cunsolo
immagini Thierry Lechanteur
costumi Sabrina Beretta
disegno luci Marco Palmieri
“E tu...come sei pallida! e stanca, e muta, e bella, pia creatura nata sotto
maligna stella. Fredda come la casta tua vita... e in cielo assorta.
Desdemona! Desdemona!...Ah...morta! morta! morta!...” e poi “Otello fu”.
Qui finisce la storia di Desdemona e Otello, lei lo aveva sposato per amore,
contro i cliche dell’epoca, lui, lo straniero, il moro, lo aveva voluto reclamando
liberta di scelta e autonomia, lottando con il padre perche lo accettasse.
Lui, Otello, incapace di gestire le emozioni, capitano coraggioso e leale, ma
marito insicuro e geloso, forse lei era troppo, troppo bella e troppo ingenua,
troppo sicura del suo amore e dell’amore di lui. Lui la uccide e poi mette fine
alla sua stessa vita, per gelosia e per possesso, come i lui di oggi e come i lui
di domani se non si educano le nuove generazioni. Ed e qui l’urgenza dello
spettacolo, Giorgio Pasotti si interroga sulla forza di un grande classico come
il testo shakespeariano di parlare alle giovani coscienze, di insegnare
attraverso la morale, di mostrare senza mediazioni tecnologiche il dolore e lo
sgomento per le vite non rispettate. “Dopo cinque secoli quest’opera ci mette
ancora di fronte a una realta malata e incattivita, dice Pasotti, l’Otello e
tragicamente attuale.”
La drammaturgia di Dacia Maraini muove attraverso il filo conduttore di una
violenza che cresce senza motivo alcuno, l’illusione del possesso, il delitto e
il suicidio per stupidita. Protagonista nel ruolo di Otello Giacomo Giorgio,
talentuoso attore che il grande pubblico ha amato in “Mare fuori”.
Da mercoledì 4 novembre
(in abbonamento)
diretta da Marco Balsamo
presenta
RUOLI SECONDARI
IL NUOVO SPETTACOLO DI
FERZAN OZPETEK
Dopo lo straordinario successo di Mine Vaganti e Magnifica
presenza arriva in teatro un nuovo inedito spettacolo di
Ferzan Ozpetek che torna a emozionare e divertire il pubblico
con la sua nuova regia teatrale!
DA MERCOLEDI’ 18 NOVEMBRE
(In abbonamento)
presenta in coproduzione con
I FRATELLI DE FILIPPO
Tratto dal libro “Vita di Eduardo”
di Maurizio Giammusso
di Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini, Sergio Rubini
di e con
SERGIO RUBINI
e con
Susy Del Giudice e Marianna Fontana
e Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa
D’Auria, Simone Borrelli, Emanuela Saccardi
musiche di Nicola Piovani
costumi Maurizio Millenotti
scene Roberto Crea
luci
Marco Macrini
Note di regia
Sono tante le ragioni che impongono di raccontare e ricordare la storia dei fratelli De Filippo,
e farlo a teatro significa farlo dentro il sacco amniotico che li ha nutriti, a cui negli anni hanno
dedicato tutte le loro energie, e che ha dato senso alle loro vite. Eduardo, Titina e Peppino,
in diversa misura e per ragioni differenti, sono impressi nell’immaginario collettivo del nostro
Paese. Ma prima di diventare quei 'monumenti' che conosciamo, i tre fratelli erano
semplicemente tre giovani uniti dalla passione per la scena, un trio. Dal 1931 al ’44, sotto il
nome di Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, la formazione ha furoreggiato su
tutti i palcoscenici, dal Nord al Sud d’Italia, imponendo tre grandissimi attori e un nuovo
modo di concepire il teatro. Con i De Filippo, gli argomenti portati in scena superano la
tradizione del teatro napoletano legato alla farsa, per intraprendere una strada piu realistica,
attinta dalla vita di tutti i giorni. Gli anni a cavallo delle due guerre sono anni difficili, di
trasformazione, di miseria e repressione. Ciononostante, il nuovo corso intrapreso dai De
Filippo, piu problematico e amaro, non spaventa il pubblico, anzi: la ditta riscuote un
clamoroso successo. I De Filippo modificano il gusto delle platee, fino a penetrare nelle
maglie piu profonde della societa. Ma dietro questa “rivoluzione”, questo originale progetto
culturale, ci sono tre artisti che prima di tutto sono tre fratelli, con tre individualita differenti
e una famiglia difficile alle spalle. Ed e proprio la famiglia il nucleo centrale della loro storia,
perche e li che si annidano le problematicita dei De Filippo, nonche i “motivi” della loro arte
e i germi della loro separazione.
All’inizio del Novecento, Titina, Eduardo e Peppino crescono in un ambiente molto
particolare. I primi anni della fanciullezza li trascorrono divisi, perche Peppino e affidato a
una balia in campagna. Titina ed Eduardo, invece, vivono a Napoli, in un contesto piuttosto
borghese, all’interno del quale sara difficile poi per Peppino, cresciuto fino ai cinque anni
all’aria aperta, tra galline coniglie e maiali, integrarsi senza che questo non lasci ferite. La
piu profonda riguarda la figura del padre, che nella famiglia De Filippo e assente, anzi, e
mascherato. Si nasconde sotto i panni di uno zio ricco e famoso: il grande attore e
drammaturgo Eduardo Scarpetta. Zio Scarpetta, che con premura e dedizione si occupa
delle sorti della cara nipote Luisa, sola e con tre figli da mantenere, e nei fatti un padre
padrone che esercita il proprio controllo su una famiglia mai riconosciuta. La figura di
quest’uomo e decisiva nella vita dei tre De Filippo. Scarpetta e un uomo di successo, un
idolo per il suo pubblico vastissimo, in un’epoca precedente al cinema, in cui e soprattutto
nei teatri che si forma l’immaginario collettivo. E poi e un uomo di potere che, con i successi
inanellati dalle sue commedie, ha accumulato una tale ricchezza da potersi permettere tutto.
In una societa in cui e lecito affermare la propria virilita anche attraverso una seconda
famiglia, Scarpetta ne ha una terza e una quarta. Il suo e un vero califfato, la cui prima
regola e la spartizione netta tra la famiglia riconosciuta, quella di serie A – e quindi gli
Scarpetta – e tutto cio a cui lui non da il nome che: figli, amanti, nipoti. Si tratta di una
discriminazione che genera nei tre De Filippo una sofferenza, una continua frustrazione. Ma
anche un sogno di rivalsa, che avra come scenario il luogo in cui Scarpetta utilizza tutti i
componenti della sua poliedrica famiglia: il teatro.
Anche in palcoscenico, come nella vita privata, Scarpetta fa differenze: abbandonate le
scene, affida la sua Compagnia a suo figlio Vincenzino, che scrittura i suoi fratellastri
Eduardo, Titina e Peppino con ruoli di secondo piano e solo saltuariamente. L’effetto di
questa emarginazione produce nei De Filippo un sentimento di competizione, ma proprio
per questo di applicazione, di perfezionamento, di crescita. Va aggiunto il talento dei tre
fratelli. Un risvolto beffardo che Scarpetta non ha messo in conto e che ad aver ereditato la
sua grandezza e carisma non sono i suoi figli legittimi, bensi gli ultimi del suo tentacolare
clan: i De Filippo.
Quando, alla morte di Scarpetta, dell’enorme eredita nulla finisce alla famiglia De Filippo,
per i tre fratelli stringersi intorno alla madre, disillusa e abbandonata, e fare gruppo e un
sentimento che sgorga naturale. Un sentimento di coesione familiare che si traduce in un
progetto artistico. Nasce cosi la Compagnia del Teatro Umoristico I De Filippo, che, nello
svolgersi della sua avventura, sorpassa la compagnia Scarpetta, fino a oscurarne addirittura
il nome – proprio quel nome negato all’origine.
Il successo del trio e solido e travolgente, ma le problematiche di ciascuno ne minacciano
la stabilita continuamente. I diversi caratteri, le ferite dell’infanzia, gli incontri che ognuno ha
fatto separatamente, i diversi progetti di vita e di carriera covati in segreto, sommati alle
complicazioni di legami familiari troppo stretti, producono una fibrillazione continua. E la
madre, Luisa, ad adoperarsi affinche i suoi figli non entrino in conflitto e, venuto meno
Scarpetta, a conquistare il centro della famiglia, diventando il vero anello di congiunzione
dei tre. Li incoraggia, smussa le loro asperita, alimenta la fiducia e le ambizioni di ciascuno.
Poi c’e la guerra. La Seconda guerra.Lo spirito che accomuna la gente e quello dell’unita e
del mutuo soccorso, e anche i De Filippo trovano, nella tragedia che investe l’intera
popolazione, la coesione necessaria a restare insieme. Diventano una delle tante famiglie
italiane che in quegli anni devono affrontare stenti, sofferenze, incertezze. Ma all’indomani
di quella stagione, con la morte di Luisa e la fine del conflitto, tutti gli elementi disgreganti
accumulati sottotraccia fino a quel momento traboccano, fino a far esplodere il trio. All’inizio
del ’45 l’Italia e un Paese da ricostruire. Se ne fara carico il suo popolo, reso piu maturo da
un’esperienza drammatica e devastante. Anche i fratelli De Filippo dovranno affrontare i
giorni della ricostruzione, ripartendo dalle proprie macerie. Ma questa volta lo faranno
separatamente, ognuno per la propria strada, verso un nuovo capitolo della vita.
E un grande racconto popolare, la storia di questi tre fratelli, e per questo contiene al suo
interno generi diversi.
E un racconto psicologico: tre persone ferite negli anni della formazione da un marchio
ritenuto indelebile e dai complessi rapporti intrafamiliari che ne scaturiscono.
E un racconto morale: un riscatto e offerto a tutti, ma va conquistato a fronte di sacrifici,
studio, abnegazione e coraggio.
E la storia di una rivoluzione: di come tre artisti, animati dall’ardore della giovinezza e dalla
voglia di rinnovamento, cambiarono il corso del teatro.
Ma e anche l’epopea di una famiglia italiana, che con tenacia e dignita percorre un
momento cruciale della storia del Paese senza mai arrendersi e, nel solco del costume del
suo popolo, si rimbocca le maniche e con ingegno e creativita si costruisce un nuovo
futuro. Senza mai perdere la capacita di sorridere della vita e delle sue miserie, proprio
come sa fare Napoli, terra madre dei De Filippo.
DA MERCOLEDI’ 9 DICEMBRE
(In abbonamento)
Centro di produzione teatrale
presenta
GIUSEPPE FIORELLO
in
EDUCAZIONE SENTIMENTALE
uno spettacolo scritto e diretto da
IVAN COTRONEO
Luci Cesare Accetta
Scene Monica Sironi
Costumi Alberto Moretti
Lo spettacolo debutta al Festival dei Due Mondi di Spoleto il 27 giugno 2026
Educazione sentimentale e un atto unico che ha per protagonista Danie-
le Canonico, un uomo di cinquant’anni, originario del Sud, che racconta
la sua storia al pubblico. Un uomo medio, che narra la sua personale
formazione. L’ingresso nel ‘mondo dei maschi’, fin da quando e bambi-
no, per il protagonista si rivela un percorso accidentato e pieno di ostacoli,
trappole, messe alla prova e continui e faticosi test di virilita. Percorrendo le
tappe della sua vita, prima scolastiche e poi lavorative, si delinea attraverso un
monologo brillante il tracciato di un bambino, poi di un ragazzo, infine di un
uomo, chiamato a dimostrare al mondo la sua capacita di essere maschio.
E un percorso da commedia umana, in cui Daniele ripercorre tutto quello che
ha attraversato. La necessita di trovarsi una fidanzatina alle elementari. La
teoria dell’onore, la difesa della reputazione delle figure femminili della famiglia.
La puberta e la comparazione degli attributi con gli amici. La necessita di avere
una donna che ti rispetti.
Fino a quando Daniele, ormai adulto, sposato, con una figlia adolescente, deve
affrontare le prove della maturita. Ed e qui che il racconto cambia di tono, e ci
offre una prospettiva ribaltata. Su quanto questa educa- zione sentimentale lo
abbia condannato all’incomprensione.
Ma tutto questo Daniele non lo sa. Al massimo puo intuirlo, ma nelle sue
lacrime di incomprensione per quello che ha fatto della sua vita, non ha
risposte.
“Ho concepito Educazione sentimentale come un testo divertente, che solo
negli ultimi dieci minuti si svela per quello che e davvero, un atto di accusa
contro un’educazione sociale di genere che mai punta al rispetto della donna
come soggetto. La tragedia di un uomo ridicolo, come tanti, e come molti
capace di atti che non sa controllare. Volevo per questa prova un attore non
solo superbo, ma capace di empatia con il pubblico.
E ho chiesto a Giuseppe Fiorello di accompagnarmi in un’avventura teatrale
che in questo momento storico ha per me i caratteri della necessita e
dell’urgenza”.
Ivan Cotroneo
DA MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO
(In abbonamento)
una produzione
in coproduzione con
Teatro Stabile dell’Umbria – Teatro Stabile di Bolzano
IL BERRETTO A SONAGLI
di Luigi Pirandello
con
SILVIO ORLANDO
e con (in o.a.)
Francesca Botti, Michele Eburnea, Francesca Farcomeni, Davide
Lorino, Annabella Marotta, Stefania Medri, Marta Nuti
regia
ANDREA BARACCO
revisione linguistica
Letizia Russo e Andrea Baracco
aiuto regia
Andrea Lucchetta
scena
Roberto Crea
costumi
Marta Crisolini Malatesta
luci
Simone De Angelis
sound designer
Giacomo Vezzani
management
Vittorio Stasi
direzione generale
Maria Laura Rondanini
NOTE
Pirandello non è autore per tempi di pace, ma di guerra. È il tempo di guerra a creare le
condizioni effettuali per comprendere l’autore siciliano; il dissolversi del principio di identita,
la tragica disintegrazione dell’io, il gioco di specchi intorno alle molteplici individualità
dell’essere umano. In tempi di guerra se la realta chiama, Pirandello sa cosa rispondere;
intravede la feroce e grottesca maschera di un mondo convulso e impazzito. I tempi di pace
sono i tempi degli ismi, della ricerca affannosa di una filosofia e allora sotto con “essere e
apparire” o “conflitto tra vita e forma” con il pirandellismo insomma; quell’insopportabile
pozzo del pensiero che sembra mettere in pausa il teatro, la concretezza degli accadimenti
per passare altrove, in un generico luogo, astratto.
Inchiodare in una formula un autore è sempre molto pericoloso, con Pirandello è quasi
mortale. Sentire il bisogno di chiarire piu che di capire ha chiuso l’autore dentro una formula
lucida e perentoria, non permettendo ai suoi personaggi di far esplodere quello che hanno
di più potente, le passioni. Solo liberandolo dalle preoccupazioni filosofiche, Pirandello
mostra il suo volto autentico. Si vede solo allora come i grandi protagonisti della
drammaturgia pirandelliana siano uomini costretti a frugarsi dentro e non lucidi pensatori al
dettaglio.
Proprio per questo, credo necessario lasciarsi guidare dalle parole di Leonardo Sciascia:
“Bisogna liberare Pirandello da tutte le incrostazioni filosofiche e pseudofilosofiche, da tutte
le etichette concettuali, in una parola del pirandellismo. Restituire all’opera pirandelliana
quella verita e liberta, quella effervescenza fantastica, che oggettivamente possiede”.
Cinque anni dopo aver scritto la novella La Verità, Pirandello la trasforma nei due atti de Il
berretto a sonagli, la cui versione siciliana confezionata per Angelo Musco debutta nel 1917
al Teatro Nazionale di Roma.
In una delle lettere indirizzate a Musco che metteva in dubbio le qualità della commedia e
del suo protagonista, Ciampa, Pirandello dice di come questo sia un personaggio “strapieno
di tragica umanita, non vivo ma arcivivo” e parla del testo in questione come di un’opera
“nata e non fatta”; sottolineando con forza di come qualora negli interpreti mancasse l’anima
si ritroverebbero in bocca “l’imbroglio di discorsi lunghi, incisi, da portare alla fine senza
sapere come! Bisogna leggere non le parole ma l’azione parlata, perché è sempre tale il
mio dialogo, non fatto mai di parole, ma di mosse d’anima”. Ecco, e lo stesso Pirandello che
si smarca con fermezza dal pirandellismo, da quel ragionatore impenitente, che sembra
sempre avere il pensiero troppo saldo e talmente ragionato da non poter mai porsi nel luogo
della contraddizione, dell’imprevisto, dell’umano insomma.
L’umilta dell’uomo Ciampa giganteggia, il ridicolo lo infanga; e come se una lama inesorabile
gli spaccasse sempre più profondamente il petto, per mostrare il suo cuore e allora si
difende con parole vive e umanamente strazianti. Comincia il suo percorso con una
semplicità che gli consente di avere aspetti comici, di una comicità ironica con cui si prende
ferocemente gioco dell’ottusita degli altri, per poi precipitare, nella sua umiliazione da vinto,
in una sorta di esaltazione lirica che fa transitare continuamente lo spettatore dal riso
all’angoscia.
Andrea Baracco
DA MERCOLEDÌ 10 MARZO
(In abbonamento)
presenta in coproduzione con
e
LA COMPAGNIA DI TEATRO DI LUCA DE FILIPPO
SALVO FICARRA CAROLINA ROSI NICOLA DI PINTO
con
MARIO PORFITO
NON TI PAGO
di EDUARDO DE FILIPPO
regia LUCA DE FILIPPO
e con
Paola Fulciniti
Gianni Cannavacciuolo
Andrea Cioffi
Viola Forestiero Federica Altamura Carmen Annibale
scene Gianmaurizio Fercioni
costumi Silvia Polidori
musiche di Nicola Piovani
luci Salvatore Palladino
aiuto regia Norma Marte
Nel 2015 l’ultima messa in scena della Compagnia di Teatro di Luca De Filippo,
amici e compagni di lavoro legati al rigore e alla straordinaria capacità artistica
di Luca che ne curò la regia: fu la sua ultima regia. A dieci anni dalla sua
scomparsa ho deciso di riportare sulle tavole del palcoscenico la commedia;
per omaggiarlo certo, ma soprattutto per restituirlo al suo pubblico che continua
ad amarlo e a quei ragazzi che non hanno avuto la fortuna di conoscerlo come
persona e di applaudirlo in teatro. Così mi sono dedicata con forza al progetto,
cosciente della responsabilità che avrei dovuto affrontare, ma anche certa del
sostegno che avrei incontrato nel proporlo. Dieci anni fa ho voluto conservare
la scenografia: il fondale, il suo bellissimo boccascena, gli oggetti, hanno
ripreso vita come fossero stati sempre pronti per arrivare in un altro teatro, in
un'altra cittàdi questa lunghissima e a volte complicata tournee che e la vita…
Curando l’allestimento sapevo che, pezzo dopo pezzo, insieme ai costumi, alle
scene, alle musiche, i ricordi mi avrebbero rintracciata … e alla gioia di
ritrovarmi nei teatri, si sarebbe silenziosamente insinuata in me e senza
chiedermi permesso, anche quella sofferenza che si prova nell’affrontare la
memoria delle perdite, ma con la consapevolezza che, quella memoria, diventa
poi parte di noi, non ci abbandona mai e ci rende ciò che siamo In Non ti pago
ho ripreso la visione scenica di Luca che, in una personale prospettiva delle
opere di Eduardo, aveva a mano a mano accentuato l’avidità morale dei
personaggi. Attraverso la comicità della componente ludica, del gioco del lotto,
Luca aveva letto la storia in chiave moderna e aveva registrato con cura in
modo quasi grottesco ma mai macchiettistico, i temi che Eduardo, autore di
indiscussa contemporaneità, ha sempre analizzato nelle sue opere: la
disgregazione dei rapporti familiari, metafora del disfacimento di una società.
Ingredienti non secondari. Insieme a me sul palco ci saranno gli attori e i tecnici
della Compagnia di teatro di Luca De Filippo, felici di poter partecipare di nuovo
a questa avventura. E con noi ci sarà, nelle vesti del protagonista Ferdinando
Quagliuolo, un interprete di straordinaria sensibilità che ha aderito con
entusiasmo al progetto. Salvo Ficarra, emozionato, commosso, ha deciso di
affrontare il personaggio protagonista della commedia, con le sue doti
caratterizzate da leggerezza e spessore, incontrandone lo spirito comico ma
accentuandone le ombre interiori. Facendo suo l’intento di Luca: creare un
dialogo continuo con il pubblico che verrà a vedere la commedia. Facendo
vibrare quelle corde che sono nella sua cifra artistica come lo erano in quella
di Luca. Per questo e per aver accettato di entrare in questa famiglia teatrale,
per averci regalato il suo Ferdinando Quagliuolo in una chiave di lettura
originale, lo ringrazio con tutto il cuore. Non mi resta che augurare buon
divertimento al pubblico che ha voluto bene a Luca e che speriamo, ci accolga
ancora con quel calore che ci ha sempre manifestato dalla sua scomparsa.
Carolina Rosi
DA MERCOLEDI’ 31 MARZO
(In abbonamento)
presenta
A TEATRO
Scritto da Marcello Cotugno e Irene Alison
in collaborazione con Roberta Torre
Regia di
ROBERTA TORRE
con
FRANCESCO DI LEVA
Giuseppe Arena - Emanuele Palumbo
Note
Napoli, anni ’80. Tra i vicoli di Forcella, dove il contrabbando e l’unica economia
conosciuta, il giovane Enrico Frattasio – per tutti Erry – coltiva un sogno: fare
il DJ.Per Erry non si accendono le luci della discoteca: eppure, con un
giradischi, un registratore e l’orecchio per creare la compilation perfetta, fara
ballare una citta intera. E non solo.
Insieme ai fratelli Peppe e Angelo, Erry trasforma un piccolo sgabuzzino in una
vera e propria catena di montaggio musicale. Quello che inizia come un modo
per regalare la musica a chi non puo permettersi i dischi originali, si trasforma
nel giro di pochi anni in un impero miliardario. Il marchio "Mixed by Erry" diventa
piu potente delle major discografiche: le sue cassette raggiungono ogni angolo
d’Italia, capaci persino i brani del festival negli stereo della gente prima che
finisca l’ultimo applauso a sanremo
Lo spettacolo segue, grazie alla regia visionaria di Roberta Torre e al Talento
di attori come Francesco di leva , l’incredibile parabola dei tre fratelli in una
citta che ribolle di vita , di eccessi, e di canzoni : dalla polvere dei bassi
napoletani alla conquista del mercato globale, tra rocambolesche fughe dalla
finanza, fantasiose strategie di marketing dentro e fuori i confini della legge e
il paradosso di un "falso" che diventa piu autentico dell'originale.
Ma ogni ascesa ha la sua caduta, e ogni pirata ha il suo cacciatore.
Mixed by Erry non e solo la storia di una truffa geniale, ma un’opera sulla fame
di riscatto, sull'ambizione e sul potere universale della musica, che scandisce,
con i successi dell'epoca (dai Duran Duran a Nino D'Angelo), il ritmo incalzante
di un’epopea pop.
DA MERCOLEDI’ 5 MAGGIO
(In abbonamento)
Sava Produzioni Creative, Teatro Stabile d’Abruzzo, Accademia
Perduta Romagna Teatri
presentano
NOTTE PRIMA DEGLI ESAMI
Scritto da Fausto Brizzi
con Manuela Mazzocchi
adattamento e regia di
FAUSTO BRIZZI
Liberamente tratto dalla sceneggiatura “Notte prima degli esami”
di Fausto Brizzi, Massimiliano Bruno, Marco Martani, Giannandrea
Pecorelli
Arriva sul palcoscenico “Notte prima degli esami”, uno dei film italiani piùamati
degli ultimi vent’anni, capace di unire per una volta il pubblico dei giovani a
quello dei loro genitori. Ambientata nella Roma del 1989, raccontata dalle note
dell’omonima canzone di Antonello Venditti, questa versione teatrale segue
Luca Molinari e il suo gruppo di amici nell’ultimo periodo di liceo, portando il
pubblico dentro le piccole grandi storie che la vita di tutti i giorni ci regala —
dal primo grande amore ai conflitti con i genitori, dalle amicizie indissolubili alle
sfide scolastiche. Sul palco si intrecciano battute spumeggianti, momenti di
tenerezza e qualche canzone dell’epoca, in un crescendo che conduce alla
tanto temuta “Notte prima degli esami”. L’adattamento e la regia saranno di
Fausto Brizzi, regista anche della versione cinematografica.
Sinossi
È ultimo giorno di scuola per Luca Molinari e i suoi amici: Alice, Massi, Riccardo
e Simona. L’anno è il 1989 e il breve periodo che li separa dall’esame di
maturità è appena iniziato.
Luca, studente di liceo scientifico non brillantissimo, vorrebbe solo godersi
l’ultimo capitolo della sua adolescenza. Alla sua prima festa estiva incontra
però Claudia e ne rimane follemente colpito. Quello che non sa è che Claudia
è la figlia del professor Martinelli, il temuto docente di lettere che Luca ha deriso
e insultato l’ultimo giorno di scuola, soprannominato “la Carogna” da tutta la
classe.
Nel tentativo di recuperare il rapporto con lui, Luca accetta l’aiuto del
professore e i due iniziano un percorso di reciproca scoperta: lo studente
capisce il valore della disciplina e Martinelli rivela lati di sé più umani e
vulnerabili.
E intanto, mentre si susseguono gli intrecci amori dei compagni di classe di
Luca, sulle immortali note di Venditti, si avvicina la notte prima degli esami in
cui tutti i segreti cadranno e l’amicizia tra loro saràmessa a dura prova.
DA VENERDI’ 25 DICEMBRE
( Fuori abbonamento )
Best live
presenta
VIVA VOCE
DI E CON
ALESSANDRO SIANI
Quante volte, alla vigilia di una conversazione telefonica, ci siamo sentiti dire
la frase: “Volevo avvisarti che sei in vivavoce!”dere gli altri ma
anche per eludere la nostra coscienza. E invece dovremmo vivere tutto alla
luce del sole.
Come sarebbe bello se i politici, durante il G7, si mettessero davvero in
vivavoce con il mondo! Sentire i loro colloqui, le loro decisioni… ma soprattutto
conoscere finalmente ciò che pensano davvero. Per poter condividere le loro
idee oppure difenderci da loro.
E come sarebbe bello se i nostri amici più stretti, o le persone che amiamo,
potessero parlare di noi senza preoccuparsi di dire: “Ma mica sei in vivavoce?”
Da questa riflessione nasce l’idea di “Vivavoce”.
Uno spettacolo che affronta temi che spaziano dalle recensioni finte alle
probabili conversazioni in vivavoce tra politici e popolo, tra fidanzati, tra chi
promuove l’intelligenza artificiale e chi invece resta ancorato al passato.
Perché se dicessimo sempre quello che pensiamo, senza paura delle reazioni,
non solo si scatenerebbero dinamiche comiche e paradossali, ma
nascerebbero anche sprazzi di pura riflessione.
E allora ogni sera salirò sul palco in vivavoce.
Dirò tutto quello che penso dei social, dei rapporti di coppia, della politica…
senza fingere davanti al pubblico!
Alessandro Siani
DA MARTEDI’ 26 GENNAIO
(In opzione con diritto di prelazione agli abbonati )
Chi è di scena
presenta
“…E FUORI NEVICA”
SCRITTO, DIRETTO ED INTERPRETATO DA
VINCENZO SALEMME
con
ANTONIO GUERRIERO
ANDREA DE MARIA
SERGO D’AURIA
...E FUORI NEVICA!
Tre fratelli, tre solitudini alla ricerca disperata di affetto e soddisfazioni.
Il primogenito e Francesco, detto Cico e ha una forma di autismo ad alto spettro.
Alterna picchi di assoluta capacita cognitiva a momenti di depressione.Gli riescono
cose complicatissime per la maggior parte delle persone e allo stesso tempo non e
capace di allacciarsi le scarpe.
Urla “nevica, nevica” quando e felice e divora quintali di purea per placare l’ansia. E
un vulcano di energia e deve occupare ogni vuoto con una serie frenetica di
interpretazioni, dal pizzaiolo al poliziotto. E costringe i fratelli a partecipare.
Poi c’e Stefano, il piu ordinario dei tre. Ha studiato, si e laureato ma si accontenta di
fare l’agente di cambio. Innamoratissimo di Nora e in procinto di sposarsi. Anche se
la relazione e, al momento e dopo un anno di vita, soltanto platonica. Anzi, addirittura
telefonica.
Peraltro intermediata dalla severa futura suocera che non gli consente di parlare con
la figlia della quale teme la perdita dell’innocenza.
Infine Enzo, lo sfaccendato. Andato via di casa a diciotto anni, e il classico maschio
immaturo e incapace di assumersi nemmeno la pur minima responsabilita.Si atteggia
a musicista ma nella custodia della chitarra non porta lo strumento ma solo
l’occorrente per viaggiare.
Infatti la storia parte proprio dal rientro di quest’ultimo alla casa di famiglia.La mamma
e morta dopo una lunga malattia e il notaio ha convocato i tre fratelli Righi per
leggergli il testamento della defunta. La donna ha espresso le sue ultime volonta: se
vorranno dividere la, a quanto pare, cospicua eredita dovranno per forza stare
insieme.
Come fara Stefano a sposarsi? La futura moglie non accetterebbe mai di convivere
con quel fratello mezzo matto.
E Enzo? Lui suona sulle navi, non potrebbe mai portare in crociera quello strano tipo
che divora patate e urla che nevica anche se e il 20 di agosto. Ma se vogliono
prendere la propria parte non possono lasciare Cico da solo.E allora come faranno?
Chi si prendera cura del “diversamente” fratello?
E Cico? Trovera un modo per non perdere l’unica famiglia che ha: questi due
disperati fratelli inadatti a vivere ma pur sempre fratelli?
In un’atmosfera in cui la costrizione a convivere scatena situazioni di irresistibile
comicita si affaccia ogni tanto la realta, a volte crudele, dei bisogni Il bisogno di pace,
il bisogno di soldi, il bisogno di affetto. E la vita di tutti noi.
DA GIOVEDI’ 18 FEBBRAIO
( Fuori abbonamento )
ROSALIA PORCARO
DONNE DA BUTTARE
di Rosalia Porcaro,
scritto con Francesco Burzo
Adattamento Corrado Arnone
Note di regia
Lo spettacolo è una giostra cinetica che vive grazie ai personaggi più iconici di Rosalia
Porcaro.
La protagonista della tragicommedia è la signora Carmela che, dopo anni di continue
lamentele, riconosce nell’Intelligenza Artificiale l’unica “persona” in grado di darle la dovuta
attenzione e, fidandosene ciecamente, instaura un rapporto dialettico, dandole persino un
nome: Alessia.
Alessia, al contrario, considera la signora Carmela come un “esperimento umano”, abietto
e meschino, pertanto, da modificare o da cancellare poiché incapace di provare empatia.
I tentativi di Alessia di tramutare Carmela in un essere umano empatico si traducono in un
esercizio sadico che non prevede alternative.
La signora Carmela è costretta ad incarnarsi in altre donne e a compatire la loro esperienza
umana nel binario doppio e lento di un tango struggente ed inesorabile che,
inaspettatamente, le farà provare un senso di comunione e di contatto.
Oramai rinata, Carmela cerca il consenso di Alessia, ma, l’evoluzione dell’esperimento, ha
di gran lunga superato gli standard dell’AI e, per Alessia, il livello di empatia dilagante che
ora pervade il personaggio della signora Carmela, diventa incomprensibile tanto da non
poter rispondere agli interrogativi che le vengono posti.
Barbara Terrinoni
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TEATRO CILEA PRESENTA LA STAGIONE 2026/27: UNDICI TITOLI TRA TRADIZIONE COMICA, SPETTACOLO POPOLARE E NUOVI TALENTI
IL TEATRO CILEA PRESENTA LA STAGIONE 2026/27: UNDICI TITOLI TRA TRADIZIONE COMICA, MUSICA, SPETTACOLO POPOLARE E NUOVI TALENTI. LELLO ARENA: “QUESTO È IL TEATRO DI NAPOLI, FATTO DALLA GENTE PER LA GENTE”
Il Teatro Cilea di Napoli non è solo un palcoscenico: è una casa, un ritrovo, un pezzo di vita della città. Autentico punto di riferimento del panorama teatrale napoletano, il Cilea si prepara alla Stagione 2026/27 con un cartellone che affonda le radici nella linfa più autentica delle espressioni teatrali pop, nella grande tradizione comica partenopea e in quel rapporto viscerale che lega il pubblico di Napoli al suo teatro.
Sotto la direzione artistica di Lello Arena, il teatro vomerese conferma la sua anima più vera: un palco dove la risata è popolare, diretta, graffiante, capace di parlare a tutti. Undici titoli che sono undici feste, undici momenti di aggregazione, dove l’ironia si fa abbraccio collettivo e la comicità diventa racconto di una comunità.
“Il nostro teatro è fatto dalla gente e per la gente – dichiara Lello Arena, Direttore Artistico –. Napoli ha una tradizione comica unica al mondo, fatta di strada, di verità, di sguardi. Al Cilea vogliamo custodire e rinnovare questa eredità, portando sul palco le espressioni più vive del nostro essere napoletani: la comicità popolare, la macchietta, la satira, il divertimento puro. E lo facciamo insieme ai più grandi interpreti della scena italiana, perché il sorriso a Napoli è cosa seria.”
UN CARTELLONE CHE È UNA FESTA: GRANDI NOMI, TANTA RISATA E TANTO CUORE
La stagione 2026/2027 del Cilea si snoda attraverso undici spettacoli che esplorano tutte le sfumature dell’animo umano, ma con una bussola ben precisa: l’ironia graffiante, la malinconia poetica, la satira sociale e l’intrattenimento più puro e popolare. Protagonisti assoluti sono alcuni dei più grandi interpreti della scena comica nazionale, molti dei quali legati a doppio filo a Napoli e alla sua tradizione.
IL PROGRAMMA (in abbonamento):
dal 5 novembre – GIANFELICE IMPARATO in Il medico dei pazzi
dal 19 novembre – GINO RIVIECCIO in Una vacanza coi fiocchi
dal 26 novembre – I RAGAZZI DELLA CILEA ACADEMY - GLI ANCORA NO in Faccio patti in paradiso
dal 3 dicembre – MASSIMILIANO GALLO in Lettera ad Eduardo
dal 10 dicembre – LINA SASTRI in Natale napoletano
dal 17 dicembre – MARIA BOLIGNANO e NUNZIA SCHIANO in Le Pornoprecarie - Quelle di Onlyfals
dal 14 gennaio – MAURIZIO CASAGRANDE in Non dipende da me
dall’11 febbraio – CIRO CERUTI - in Politicamente Costretto
dall’11 marzo – PAOLO CAIAZZO in Quasi quasi ci ritento
dal 15 aprile – CARLO BUCCIROSSO in Qualcosa è andato storto
dal 29 aprile – SERENA AUTIERI - Nuovo spettacolo (Titolo da definire)
FUORI ABBONAMENTO – SPETTACOLO DI NATALE: dal 25 dicembre – BIAGIO IZZO in Finché giudice non ci separi
CUORE PULSANTE DEL TEATRO: LA CILEA ACADEMY E IL FUTURO DELLA COMICITÀ NAPOLETANA
A impreziosire questa stagione è il forte legame con il territorio e con le nuove generazioni. Lello Arena, infatti, non è solo Direttore Artistico della stagione teatrale, ma anche Direttore Artistico della Cilea Academy, un progetto che forma i talenti di domani. Un esempio del lavoro svolto dalla Cilea Academy sarà lo spettacolo “Faccio patti in paradiso” (dal 26 novembre), ponte concreto tra la tradizione comica di ieri e gli attori di domani, perché la risata napoletana non si interrompe mai.
Iscrizioni aperte. Gli interessati potranno inviare la candidatura all’indirizzo email accademia@teatrocilea.it
LA CAMPAGNA ABBONAMENTI PARTE CON UN VANTAGGIO PER TUTTI:
La stagione 2026/2027 è ufficialmente aperta. Il Cilea vuole che il suo pubblico sia al centro di tutto.
VANTAGGIO ESCLUSIVO: 10% di sconto per chi si abbona entro il 13 luglio
TURNO
ORARIO
PLATEA
GALLERIA
GIOVEDì
21:00
255
230
VENERDì
21:00
280
255
SABATO
21:00
280
255
DOMENICA
18:00
280
255
Prelazione per gli abbonati 2025/26: diritto di riconfermare il proprio posto entro il 14 settembre 2026, presentando al botteghino l’abbonamento della passata stagione.
NUOVI ABBONAMENTI: da subito disponibili:https://www.etes.it/cPage/link/10208/101
Presso il botteghino del Teatro Cilea
Online sul sito www.teatrocilea.it
Per ogni ulteriore informazione: botteghino@teatrocilea.it
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Al via la campagna abbonamenti 2026.2027 della nuova stagione teatrale del teatro Augusteo di Napoli diretto da Giuseppe e Roberta Caccavale.
Un cartellone ricco di proposte con 11 spettacoli tra commedie musicali, commedie e opere di tradizione, di cui 1 in omaggio e 2 a scelta per gli abbonati.
Si conferma la linea narrativa tracciata in tutti questi anni, con titoli legati alla storia artistica e culturale della città e con quelli che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano, ma anche con nuove energie e giovani talenti per preservare la tradizione, puntando sulle nuove promesse e offrendo un prodotto adeguato ai tempi. Una proposta che coniuga qualità artistica, intrattenimento e tradizione per offrire al pubblico una ricca esperienza teatrale e coinvolgere un pubblico sempre più ampio.
Da venerdì 6 a domenica 15 novembre, “Aggiungi un posto a tavola”, la famosissima commedia musicale di Garinei e Giovannini, con Giovanni Scifoni e Lorella Cuccarini come special guest, un’edizione indimenticabile per un grande classico italiano.
Da venerdì 20 a domenica 29 novembre, “La valigia sul letto” di Eduardo Tartaglia, che interpreta la commedia con Veronica Mazza, torna in scena per il suo 18° compleanno, garantendo divertimento ed emozioni con una storia contemporanea.
In opzione per gli abbonati, a grande richiesta tornerà “C’era una volta… Scugnizzi”, da venerdì 18 dicembre a domenica 10 gennaio 2027. Scritto e diretto da Claudio Mattone, che cura anche testi e musiche. In scena la storia di Don Saverio, prete di strada, e un gruppo di scugnizzi napoletani che emozioneranno il pubblico con le loro voci.
Da venerdì 15 a domenica 24 gennaio, il nuovo attesissimo spettacolo di Carlo Buccirosso intitolato “L’esorcismo di Don Tonino”, di cui cura anche la regia. Un’esilarante commedia che unisce comicità e umanità, esplorando anche tematiche profonde.
Da venerdì 5 a domenica 14 febbraio, protagonista sarà Gianfranco Gallo con “Un turco per forza”, di cui cura anche la regia e la drammaturgia, da Nu turco napolitano di Eduardo Scarpetta: in scena le divertenti avventure di Felice Sciosciammocca, costretto a fingersi ciò che non è per trovare un posto nel mondo.
Da venerdì 26 febbraio a domenica 7 marzo, il nuovo spettacolo di Serena Autieri. La talentosa attrice e interprete partenopea coinvolgerà ed emozionerà il pubblico con la sua inesauribile energia ed eleganza.
Da venerdì 12 a domenica 21 marzo, Peppe Iodice sarà “Il solito napoletano” in un ‘viaggio’ comicissimo all’interno delle stanze del potere, oltre il politicamente corretto, per la regia di Francesco Mastandrea.
Da mercoledì 31 marzo a domenica 4 aprile “Cantando sotto la pioggia”, con Lorenzo Grilli e la partecipazione di Martina Stella, coreografie di Luciano Cannito. Spettacolo, in opzione agli abbonati, che porterà in scena le atmosfere dei musical di Broadway e la magia del grande classico cinematografico.
Da venerdì 16 a domenica 25 aprile “‘O scarfalietto” di Eduardo Scarpetta, messo in scena dalla Nuova Compagnia Politeama con un cast in via definizione e la regia affidata a Rosario Sparno. Una macchina comica perfetta con equivoci e assurdità che nascono da una banale lite coniugale.
Chiusura di stagione affidata a Paolo Caiazzo e Ciro Ceruti con lo spettacolo “Chiacchiere e distintivo”, Caiazzo anche regista, in programmazione da venerdì 30 aprile a domenica 9 maggio. Un graditissimo ritorno a distanza di circa 20 anni dalla messa in onda della fortunata sitcom.
La stagione aprirà con un omaggio agli abbonati, in programma da venerdì 25 a domenica 27 settembre: “Bentornata Piedigrotta”, una fantasia musicale tra storia, miti e canzoni partenopee, ideata e diretta da Leonardo Ippolito.
E ancora spettacoli e concerti di grandi artisti, ne citiamo solo alcuni: Francesco Renga, Vinicio Capossela, Brunori sas, Malika Ayane, Fiorella Mannoia, Francesca Michielin, Arisa, Gigi Finizio; ed eventi di intellettuali come quelli con Corrado Augias, Umberto Galimberti, Paolo Crepet; e ancora gli spettacoli degli allievi dell’Accademia Augusteo e tanti altri eventi tra musica e società che saranno annunciati nei prossimi giorni.
Info e abbonamenti a teatro: 081414243
Mail: botteghinoaugusteo@gmail.com
Info messaggi whatsapp: 3332651481 - teatroaugusteo.it
Comunicazione: Marco Calafiore 3926075948
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