TEATRO CILEA dal 30 gennaio Serena Autieri in Rosso Napoletano.

Foto del 28 gennaio 2020
Serena Autieri
in
ROSSO NAPOLETANO
Quattro giornate d’amore
scritto e diretto da Vincenzo Incenzo
Coreografie - Bill Goodson
Direzione Musicale – Vincenzo Campagnoli
Scenografia – Roberto Crea
Costumi – Concetta Iannelli
Disegno luci – Luigi Ascione
prodotto da Enrico Griselli per Engage
Una nota di Vincenzo Incenzo
Serena Autieri raccoglie il canto di libertà di un popolo che armato
solo del suo orgoglio e della sua geniale creatività, ispirato dalla
forza inarrestabile del suo Vulcano, durante le Quattro Giornate di
Napoli insorse contro l’oppressione per salvare i suoi figli e la
sua ricca e gioiosa identità.
Dodici personaggi e un grande corpo di ballo gravitano tra le rovine
di una Napoli allo stesso tempo contingente e fuori dal tempo, che
in una sorta di astrazione temporale parla e partecipa, come un coro
greco, per bocca dei suoi muri, dei suoi vicoli e dei suoi
sotterranei.
Rosso è il colore dell’amore, della passione, della superstizione,
del pomodoro, del sangue, del fuoco, della rabbia, della preghiera
e della resistenza.
Rosso è il colore del magma che ribolle eternamente nel ventre della
città come il suo meraviglioso e infinito patrimonio musicale, per
quell’istinto unico di vivere e di inventarsi.
Insieme alla musica, all’ironia, agli scugnizzi e ai femminielli,
al caffè e alle superstizioni, alle Madonne e alla pizza, alle
prostitute e alla borsa nera va in scena l’anima nobile,
spregiudicata e intramontabile di Napoli capitale d’Europa.
Napoli è do di petto nella bocca del Mediterraneo, che risuona dai
bagnasciuga della Turchia, della Spagna e dell’Africa.
Napoli è cucita a mano con spregiudicato talento intorno ad una
emorragia di lava.
Napoli ha la pelle scura, i capelli ricci, gli occhi a mandorla e
il naso greco. È un utero svergognato e mistico, che caccia i
padri e trattiene i figli.
Il suo sipario è il mare, il suo palcoscenico è il dietro, comico,
appassionato e terribile. 
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